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La tua pelle è una mappa del tesoro,  che seguo con le dita nel buio della notte, una strada ormai familiare,  che attraverso lentamente, con la voglia di perdermi, e la certezza di trovarti.
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Succede che mi viene in mente la tua schiena,  e mi coglie una nostalgia improvvisa della tua pelle sotto le mani, e mi domando quant'è che non ti vedo, eppure non è mai molto. Succede che mi ricordo quella carezza che mi fai sul viso, e il cuore vorrebbe subito posarcisi su, lasciar scivolare ogni stanchezza. Succede che senza preavviso penso ai baci nostri, e desidero ardentemente che sia già domani.
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Sentirti entrare a casa mentre ancora dormo, Aspettare i tuoi baci nel dormiveglia, Sentirmi abbracciare, Aggrapparmi, Stringerti Tenerti addosso, Aggrovigliarci, Sussurrarci, Continuo a chiedermi se esista qualcosa di meglio E, per oggi, ancora non l'ho trovato.
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Ci sono profondità e sentire  in cui si è inevitabilmente soli,  puoi spiegare  ma sai che non sarai mai davvero compreso. Bisognerebbe solo riuscire a captarsi,  come vibrazioni, senza parole,  leggersi i sospiri,  ascoltarsi i battiti, toccarsi con gli occhi. Ci sono altezze che fanno tremare le gambe, che sei lì e ti chiedi come ci sei arrivata, e sai che cadere da lì farà male, bisognerebbe poter guardare giù  e trovare due occhi sorridenti che ti dicano  "ti tengo". Tienimi, ti tengo, teniamoci.
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Ci sono gli amori a prima vista, e poi ci sono gli altri. Quelli che fanno paura,  che non li volevi e non ci credevi e invece sono lì e  ti guardano negli occhi, ti esplodono addosso, semplicemente accadono. Puoi legarli e negarli, far finta di non vederli, puoi tenerli in un sussurro che pensi di non aver neanche pronunciato, e invece sì. Sono lì, ti saltellano sul bordo del cuore, come ragazzini impazienti che guardi con occhi disillusi e stanchi, ma in fondo ti strappano  un sorriso,  un sospiro,  un finalmente.
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Con te è facile. E sorridente, leggero e divertente. È semplice, basta starsi accanto, tra le mani, le braccia e le gambe. È così facile che quasi sgomenta, perché è anche  intenso e profondo e pieno, commovente e forte. E la tua pelle mi fa sentire nel posto giusto,  e le tue mani sulla mia pelle mi fanno sentire bella, bellissima. Ed è semplice, non serve altro.
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I baci non dati si accumulano, lo sai. E anche le carezze. E quando finalmente ti sto addosso,  finalmente,  non c'è un altro pensiero,  solo un finalmente. E sotto i baci  e sopra le carezze  e dentro gli abbracci  e tra gli sguardi  in cui ci diciamo quello che ci fa più paura  dire con le parole,  e nei  sorrisi, e nelle risate,  è finalmente. E resta qui, lasciami qui, tienimi qui e baciami ancora, e tienimi ancora, e guardami ancora, sorridimi ancora e stringimi ancora. E basta. Non serve altro.
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Ho nel cuore un'emozione felice, di quelle che so di meritare, perché ogni giorno ci lavoro senza tregua,  come uno spaccapietre. E poi all'improvviso, arriva una scintilla di pace, e subito, immediata,  la paura. Una paura per domani,  ed una per ieri. Voglio restare in equilibrio sul mio precario oggi, senza guardare giù, e neanche su, fissare un punto dritto davanti a me, godere di questa brezza serena, finché soffierà.
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Lasciami sorprendere  per questa pace del cuore, per la pelle che dolcemente brucia, cercandoti, cercandoci, lasciami sorprendere per questa dolcezza che sento fiorire, per questo reciproco sostegno, questo tifare l'uno per l'altra, sempre, senza indugi. Lasciami sorprendere per questo dolce sbocciare, da chissà dove e chissà come, che profuma delle nostre notti, sorride ai mattini, sottile, semplice, inarrestabile.
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A casa mia  c'è un gatto che ci dorme in testa e ci sveglia di fusa (e allergia), a casa tua  un tetto spiovente e un letto illuminato dalla luna, a casa mia c'è sempre un casino e niente  da mangiare, a casa tua c'è sempre vino e cibo cucinato con amore, a casa mia ci sono colazioni coerenti e pranzi tristi da condividere, a casa tua c'è un giardino in cui chiacchierare e litigare con le zanzare. A casa mia c'è il tuo spazzolino, a casa tua, il mio. In entrambe c'è un abbraccio in cui perdersi, e ritrovarsi, e baci in cui sorridersi e restare  in silenzio, che gli occhi hanno parole senza suono. In entrambe c'è desiderio e cura, un letto in cui aspettarsi e intrecciarsi, finalmente.
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È bello tornare a casa e trovare tracce di te,  il tuo odore sul cuscino,  l'accappatoio che hai usato,   le tue/mie ciabatte vicino al tuo/mio comodino,  le nostre tazze della colazione nel lavandino. È bello sentire ancora l'abbraccio della notte, sapere che non riusciamo ad addormentarci senza aver fatto prima un po' l'amore,  anche se è notte fonda,  è bello  sapere che abbiamo dormito poco, pochissimo,  ma appiccicati,  che abbiamo mangiato lo stesso pranzo, anche se eravamo lontani, è bello, mi fa sorridere.
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Oggi sono due mesi che ho allacciato le scarpe da ginnastica e sono uscita a camminare. Da quel giorno ho fatto la stessa cosa ogni volta che ho potuto, quasi ogni giorno, allungando le distanze lentamente ed anche i kilometri. Ho perso 7 kg in questi due mesi, e ho iniziato a mangiare meglio, perché di colpo inizi a volerti più bene, e a tenere a te, perché sai quanto ci metti a consumare quello che mandi giù. E ho iniziato a fare le scale invece di prendere l'ascensore, a sentirmi bene nel mio corpo, sentirlo reattivo e non più un peso morto da trascinare. Ho scoperto il piacere di stare all'aria aperta dopo una giornata di lavoro, di respirare a pieni polmoni, sentire il respiro e il battito con consapevolezza. Ho imparato che quando cammini le zavorre della giornata scivolano via e rimangono solo i pensieri felici, pensi ai baci dati, o quelli da dare, pensi alle risate dei tuoi figli, e agli abbracci del mattino, e a volte sorridi, e ti viene voglia di ballare, s...
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L'incavo della tua schiena è la prima cosa che incontro quando infilo la mano sotto la tua maglietta,  poi c'è la curva delle braccia, la linea della coscia, i baci sul collo. Conosco il tuo sapore, il tuo odore, il tuo respiro,  ti sento,  so che posso abbracciarti e aggrapparmi a te,  so che mi tieni, mi accogli,  ci sei. So che se mi sento persa ti guardo  e tu mi sorridi, mi guardi, mi tieni lì. So che quando è tutto troppo intenso e fa paura, tu mi stringerai di più. So che se di notte cercherò la tua mano, la troverò e affererà la mia,  so che troverò i peli del tuo petto e la curva del collo. So che terrai i miei piedi tra i tuoi,  che mi sveglierò e cercherò le tue gambe o ti sveglierai e cercherai il mio seno,  e ci ritroveremo intrecciati. Io non mi fido mai,  ma ti ritrovo sotto le lenzuola al mattino, io non riesco a parlare, ma ci capiamo,  è una danza, una musica che ...
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Di notte siamo un gomitolo, di braccia e gambe,  piedi e mani, respiri e battiti. Di notte siamo carezze, le mie cercano te, le tue me, dentro le tue mani, sotto i tuoi baci, è un posto bellissimo. Di notte non ho paura, ti sento, ci sei, ci sono. Di notte navighiamo emozioni potenti, senza riserve. Rimani, rimango.
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Bello dormirti addosso,  sentirmi abbracciare nel sonno, cercare la tua mano e trovarla lì che accoglie la mia. Respirarsi, accarezzarsi, intrecciarsi. Forse alcune intensità rimangono sveglie di notte e continuano a cercarsi. La pelle non ha bisogno di parole per capirsi, trovarsi e poi perdersi.
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Ho sentimenti puliti, forti e trasparenti, i miei battiti di cuore sono fedeli, splendenti e limpidi. Mi somigliano e restano. Amo così e non so fare diversamente. Ne sono fiera, e grata. Perché ci si perde, e la vita va avanti, sì, ma l'amore resta.
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Stai svanendo sai, ci provo a tenerti,  a ricordare,   cerco quel dolore dello strappo l'odore della tua barba sulla fronte, le mie dita aggrappate ai tuoi capelli, il tocco delle tue carezze, ma stai svanendo. L'incantesimo è rotto. Ci sono altre mani, altra pelle, tocco il piede di un altro nel sonno, e mi piace. Stai svanendo, lo senti quanto è triste, te lo avevo detto, tutto passa. Tristemente,  diventiamo solo ombre.
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La nostra pelle non ha paura. C'è qualcosa di istintivo e familiare nel modo in cui ci dormiamo accanto, nella fame  di carezze e baci, brividi e sussulti, nel tuo sorriso che mi guarda e mi bacia, nelle carezze con cui mi spogli, e poi mi aspetti tremare, negli abbracci con cui mi accogli. È facile, dolce e forte, intenso e semplice. Viviamo con lentezza, appassionata calma  e intensa dolcezza, in quella bolla solo nostra. Inizio a riconoscere i dettagli della tua schiena, la vena del tuo braccio che mi dorme addosso, il respiro del tuo sonno, la tua mano che cerco prima del riposo. Siamo uniti e senza barriere nello spazio tra la veglia e il sonno.
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Ho conservato la ricevuta della posta con la tua scrittura, quella con cui mi hai spedito i libri che ti avevo prestato, è nel cassetto degli asciugamani,  la tua firma, il tuo nome nel mio cassetto, ho trovato due cicche accartocciate nel posacenere fuori al balcone, tracce di te, in me. Mi chiedo se abbia lasciato tracce di me, in te. Le tue mani,  la carezza "stellamia" che mi passavi sul viso, le tue mani, le mie. Saprei riconoscere un pelo della tua barba, un capello, un centimetro di pelle, la tua camminata, la tua voce, tra mille, le cerco, ancora, tra mille, tra i binari della stazione, a Roma, tra milioni di persone. Sento ancora l'odore del tuo sudore, mescolato col m io, ne esiste uno migliore? il tuo sorriso che bacia il mio,  vado avanti, giuro, a volte mi sembra di poter tornare ad avere quelle piccole ali, ricordi? Ma poi torno da te, che non ci sei più, dentro quell'ultimo...
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Siamo sopravvissuti ad un terremoto, viviamo tra le macerie delle nostre vite, tra le rovine dei sogni infranti e i frantumi dei progetti che non realizzeremo. Ci abbracciamo per cacciare via l'angoscia di quello che non c'è più, a volte ci viene persino da sognare ancora, ma ci manca il coraggio, aspettiamo una nuova scossa, non costruiamo più. Beviamo una birra sorridendo, tra la polvere che abbiamo addosso, non ci facciamo neanche più caso, e facciamo l'amore per ricordarci che siamo vivi. Ci stringiamo, ci guardiamo con la fame dei sopravvissuti, dolorosa e intensa, ci riconosciamo.