Alcune distanze sembrano incolmabili..
ci si stringe in pensieri..sussurri..parole..carezze..
da lontano..
si prova a sentirsi più vicini..
ci si sente vicini..
anima nell'anima..

Poi..
di colpo ci si trova seduti sullo stesso divano..
mani nelle mani..
pelle su pelle..

Tutto mescolato insieme..

..battiti e respiri..

Eppure qualcosa di leggero e impalpabile sembra sfuggire..

Basta un dubbio sottile..
un pensiero non condiviso..

E di colpo la vicinanza dei corpi..
non corrisponde più a quella delle anime..

Ma forse è solo che sono disabituata
al piacere della
normalità...

Immagine: -Relatività- M.C. Escher

Commenti

  1. April_in_Paris il 20/11/07 alle 10:03 via WEB
    Buongiorno elizabeth.
    Credo che più delle mie parole, la risposta sia proprio nel titolo e nell’essenza del quadro che hai pubblicato: “Relatività”. D’altra parte il movimento filosofico del Relativismo mette proprio in disamina e a volte nega del tutto il convincimento e persino la “vita” stessa della verità assoluta in quanto tale.
    Ti auguro una buona giornata.

    smile :)
    Rispondi


    Djoniso il 21/11/07 alle 11:37 via WEB
    non si sa solo quello che non si vuol sapere, non si vede solo quello che non si vuol vedere. perchè non c'è nulla da vedere o da capire, si sa, si sente... come quando con la mano si tocca un carbone ardente. non serve capire, pensare, ragionare. scotta. e se scotta lo lasci... è questa la normalità :-)
    Rispondi


    elizabeth77 il 21/11/07 alle 22:53 via WEB
    La mia normalità è tenere carboni ardenti nelle tasche...
    Rispondi


    conrad_j il 21/11/07 alle 12:33 via WEB
    A volte un pensiero differente è proprio l'altra parte della mela, il collante che tiene insieme le due anime. O no?
    Rispondi


    elizabeth77 il 21/11/07 alle 22:54 via WEB
    Dipende da quanto è differente...

    RispondiElimina

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